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Pescara Parcheggi, 36 dipendenti rischiano di perdere il posto di lavoro

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“Ben 36 dipendenti di Pescara Parcheggi rischiano di perdere il posto di lavoro. È l’ennesimo pasticcio causato dalla giunta Alessandrini che ha fatto scendere un vergognoso silenzio sulla vicenda. I parcheggiatori, dipendenti a tempo indeterminato della società interinale GiGroup, entro domani, giovedì 29 marzo, dovranno infatti dimettersi per farsi assumere dalla società interinale Tempra di Vasto, che si è aggiudicata la nuova gara d’appalto per la somministrazione del lavoro temporaneo, peraltro solo per sei mesi. Ma, in caso di dimissioni, gli stessi dipendenti saranno assunti per un mese di prova, dunque senza garanzie, senza tutele, senza alcun salvagente e soprattutto perdendo anche il diritto alla disoccupazione maturato con la GiGroup. Un salto nel vuoto che lascia profilare all’orizzonte un secondo ‘caso’ Attiva, determinato dall’improvvisazione e dalla superficialità di un’amministrazione comunale che gioca con la vita dei cittadini”.

La denuncia è arrivata da Armando Foschi, membro dell’Associazione cittadina ‘Pescara – Mi piace’, che sta seguendo la vicenda per conto della Ugl.

“Entro pochi giorni la città di Pescara si troverà ad affrontare una nuova drammatica emergenza che rischia di mettere in mezzo alla strada, senza un lavoro, 36 padri e madri di famiglia che, dopo aver lavorato anche per vent’anni nella gestione dei parcheggi a pagamento di Pescara, dopo essere stati anche qualificati come ‘ausiliari del traffico’, ora vedono sfumare tutti i sacrifici fatti senza alcuna prospettiva futura – ha sottolineato Foschi -. A far scoppiare il bubbone è stata l’ultima gara d’appalto svolta dalla Pescara Parcheggi per affidare l’incarico di somministrazione del personale attraverso un’agenzia interinale e seguita dall’amministratore unico Vincenzo Di Tella. La gara è stata aggiudicata alla società Tempra di Vasto, che praticamente subentrerà alla GiGroup che da anni svolgeva tale lavoro. Fin qui nulla di anomalo, se non fosse per le carenze riscontrate nel capitolato d’appalto dove, di fatto, non sono state previste le benchè minime misure di tutela nei confronti dei lavoratori che oggi operano per Pescara Parcheggi. Le 36 unità infatti sono a tutti gli effetti dipendenti non della Pescara Parcheggi, società in house del Comune di Pescara, ma della GiGroup, società di somministrazione del lavoro temporaneo, con contratto a tempo indeterminato. Con la chiusura della nuova gara d’appalto, quei 36 lavoratori si sono visti recapitare una lettera con cui, volendo continuare a svolgere il proprio lavoro, viene comunicato loro di doversi dimettere dalla GiGroup entro il termine ultimo di domani, giovedì 29 marzo, per poi essere assunti dalla Tempra di Vasto. Peccato che tutto questo rappresenti un autentico salto nel vuoto per i lavoratori perché licenziandosi perderanno di fatto tutte le garanzie e tutele di legge previste per i dipendenti a tempo indeterminato, compreso il diritto alla disoccupazione per sei mesi. Al tempo stesso, la nuova società di somministrazione del lavoro temporaneo, la Tempra, non li assumerà alle stesse attuali condizioni, ma piuttosto ha già comunicato che firmerà solo contratti per un mese di prova, al termine del quale si riserverà il diritto di decidere o meno se proseguire il rapporto di lavoro. Ma anche in caso di rinnovo, i nuovi contratti non potranno superare la durata dei sei mesi, visto che, come previsto nella gara d’appalto, il bando prevedeva l’aggiudicazione del servizio per soli sei mesi, dunque ci chiediamo quale sarà il futuro dei 36 lavoratori alla scadenza del contratto con la Tempra. Né può valere una generica rassicurazione verbale circa la ‘scontata’ proroga del contratto alla Tempra da parte di Pescara Parcheggi, perché obbligatoriamente dobbiamo attenerci a quanto dicono le carte, che hanno valore normativo. E ancora – ha aggiunto Foschi – in realtà la nuova società aggiudicatrice non ha fornito alcuna garanzia circa la riassunzione di tutte e 36 le unità di Pescara Parcheggi, dunque con quale animo è possibile chiedere a 36 lavoratori di rinunciare all’attuale contratto, con relative garanzie, per il buio? Ora, è chiaro che il bando di appalto del servizio è sbagliato: sul capitolato non c’è l’istituto a tutela dei lavoratori previsto dalla normativa vigente, la cosiddetta ‘clausola di salvaguardia’; non ci sono sufficienti garanzie per i lavoratori; si affida il servizio per soli sei mesi in nome del presunto concorso per l’assunzione definitiva dei 36 parcheggiatori, un concorso di cui si vocifera da quattro anni e mai partito, lasciando nell’incertezza e nel precariato quei lavoratori. A questo punto la Ugl, anche attraverso una lettera ufficiale firmata dal Segretario Generale Ugl Abruzzo Gianna De Amicis, chiede al sindaco Alessandrini di congelare tutte le procedure in atto al fine di convocare un vertice chiarificatore con i vertici di Pescara Parcheggi, la Tempra, l’Ugl e gli stessi lavoratori, teso a fissare paletti utili a dare certezza di lavoro ai 36 operatori stilando un verbale congiunto sottoscritto da tutti con impegni precisi utili a salvaguardare gli attuali posti di lavoro. L’assessore Giuliano Diodati, nel corso di un primo fugace incontro, ha detto che avrebbe cercato di trovare una ‘soluzione di buon senso alla problematica insorta’, ma è evidente che il tempo scarseggia: sui 36 lavoratori pende la spada di Damocle delle dimissioni da rassegnare entro la mezzanotte di domani, dopo di che non verranno riassunti dalla Tempra perdendo, dunque, la propria occupazione e aprendo un nuovo ‘caso’ Attiva per colpa di un’amministrazione comunale disattenta e superficiale. Ovviamente su questo fronte l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ e la Ugl sono pronte ad aprire una vera battaglia al fianco dei dipendenti di Pescara Parcheggi”.

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