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Chiusura sansificio, Forza Italia chiede la convocazione della commisione ambiente

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“Il sindaco Alessandrini aveva e ha il potere di chiudere il sansificio che, con le proprie emissioni, ha appestato l’aria di Pescara per mesi. A confessare la propria piena competenza sulla materia è stato lo stesso primo cittadino che, dopo aver cercato per mesi di sviare le proprie responsabilità, sperando di poterle scaricare sulla Provincia, ha firmato l’ordinanza di sospensione delle attività dell’azienda, esattamente come Forza Italia gli ha chiesto di fare dallo scorso settembre, ricordando il suo ruolo di primo tutore della salute pubblica, e come non ha fatto per sette mesi, trincerandosi dietro la presunta assenza di poteri in merito, tesi difesa dal vicesindaco Del Vecchio e oggi clamorosamente smentita. Ho personalmente depositato la richiesta di convocazione di una seduta urgente della Commissione Ambiente, Controllo e Garanzia per riportare subito la problematica all’ordine del giorno per capire gli ultimi sviluppi della vicenda, dopo che appena lo scorso febbraio, proprio in quella sede, era stato ribadito che il sindaco non poteva agire sul sansificio, e oggi sappiamo che non è così, e quella seduta sarà utile anche per individuare la strada per prevenire ulteriori fenomeni di inquinamento sulla città”.

Lo ha detto il Vicecapogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Vincenzo D’Incecco intervenendo sulla chiusura del sansificio.

“Su quell’azienda e sulle problematiche ad essa connesse abbiamo svolto, su istanza di Forza Italia, decine e decine di sedute di Commissione, sempre con la stessa richiesta: la produzione di odori molesti è evidente, il sindaco Alessandrini si assumesse le proprie responsabilità e chiudesse la struttura – ha sottolineato il vicecapogruppo D’Incecco -. A darci ragione sono stati sempre i risultati dei campionamenti effettuati da Arta e Asl: il primo il 23 ottobre, con risultati consegnati solo il 2 dicembre; il secondo il 3 dicembre, risultati consegnati il 23 dicembre; il terzo il 15 gennaio 2016. E in tutti e tre i casi è stato certificato lo sforamento dei valori limiti, cui hanno fatto seguito le semplici diffide della Provincia di Pescara a continuare nelle proprie attività permanendo le attuali condizioni. Tutto questo mentre il vicesindaco Del Vecchio da un lato smentiva in modo pilatesco l’esistenza di un problema ‘sansificio’, dall’altro affermava che comunque le Istituzioni, a partire dal Comune di Pescara, non avevano alcuna competenza né potere. A questo punto sorgeva sempre la nostra domanda: al di là delle autorizzazioni all’esercizio del sansificio, che fanno capo alla Provincia, perché il sindaco di Pescara Alessandrini, sul cui territorio opera e insiste il sansificio, dunque la città che per prima è stata penalizzata da quelle emissioni fuori norma, secondo la certificazione della Asl, non ha emesso una ordinanza formale per imporre la cessazione delle attività, ossia la chiusura del sansificio? A nostro giudizio, quell’ordinanza non solo sarebbe stata legittima e legalmente possibile, ma era necessaria e obbligatoria perché è il sindaco, primo responsabile della tutela della salute pubblica, a dover agire nei confronti di una fonte di presunto inquinamento.

Ma il vicesindaco Del Vecchio ha sempre negato in modo categorico tale possibilità, nonostante a Pescara ci fosse già il precedente del cementificio con la giunta di centro-destra, vicenda molto più complessa del sansificio, e comunque risolta. Di fatto se il sansificio è stato spento per alcuni mesi, è stato solo – ha proseguito il Vicecapogruppo D’Incecco - per una sorta di tacito accordo tra gentiluomini, come emerge da un verbale, ossia Provincia, Arta e azienda che hanno concordato di non riaccendere gli impianti nelle more di un nuovo campionamento sulle emissioni da fissare con l’Arta. Ora però all’improvviso Alessandrini si è accorto che è potere e competenza di un sindaco fermare un’azienda che causa, eventualmente, un’emergenza ambientale nel territorio che amministra e, risvegliandosi dal lungo torpore, si è accorto di poter firmare un’ordinanza a tutela dei cittadini, in virtù della legge 267 del 2000, smentendo mesi di bugie del suo vicesindaco Del Vecchio. Fatta l’ordinanza, però, la vicenda è tutt’altro che conclusa: riporteremo il ‘caso’ all’esame della Commissione Ambiente, chiedendo la presenza del sindaco Alessandrini, e non del vicesindaco che è evidentemente all’oscuro dei fatti, per capire gli ultimi sviluppi e individuare la strategia utile a impedire ulteriori fenomeni di inquinamento su una città che oggi soffoca”.

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